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Dal voto una nuova partecipazione per il cambiamento

Dal voto una nuova partecipazione per il cambiamento

martedì 08 maggio 2012 |   Redazione SEL Nazionale



I risultati del primo turno delle amministrative mostrano la foto di un paese profondamente scosso dalla crisi, una crisi che è sociale e politica.

A fronte del crollo del Pdl ed in generale del centrodestra, la vittoria del centrosinistra è sostanzialmente elettorale e non ancora politica, per questo è arrivato il momento di scegliere il progetto e non più di attardarsi solo su schemi di alleanze. C’è una larga affermazione delle esperienze civiche, in molte di queste Sel è stata presente fin dall’inizio, inoltre è esploso il fenomeno dei candidati del Movimento 5 stelle, molto legati alla domanda di partecipazione dal basso e di cambiamento che rappresenti una netta discontinuità che non può essere certo sottovalutata. In questo quadro emerge una sostanziale irrilevanza del Terzo polo, a fronte della vasta eco che le posizioni dei suoi leader hanno nei media.

 

Vince l'Europa che vuole cambiare

Vince l’Europa che vuole cambiare

lunedì 07 maggio 2012 |   Gennaro Migliore SEL



Alzi la mano chi non voleva essere ieri a Place della Bastille a festeggiare il successo di Francois Hollande! È vero, siamo entusiasti per un risultato che potrebbe cambiare decisamente il corso della politica europea. Che il segnale arrivi nel pieno delle politiche di austerità che stanno aggravando la crisi è un dato ancora più significativo. Hollande vince e convince anche i più scettici e raggiunge quella poltrona all’eliseo che prima di lui era stata occupata da un’altro socialista di nome Francois, il presidente Mitterand. Ci arriva con i voti dei più giovani, degli operai e degli impiegati, dei professionisti e degli insegnanti, di quelli che non guadagnano più di tremila euro al mese. Ci arriva perché ha saputo mettere insieme la sinistra, raccogliendo oltre ai voti del primo turno anche la quasi totalità di quelli andati a Melenchon e degli ecologisti. E allora, pazienza se il centrista Bayrou fa appello per il voto ad Hollande e il suo elettorato sceglie in maggioranza Sarkozy, oggi è la festa della sinistra (e qualcuno avverta Rutelli che l’aria è cambiata)!

 

Vendola"Vince l'europa del Welfare e dei diritti sociali"

«Vince l’Europa del Welfare e dei diritti sociali»

lunedì 07 maggio 2012 |   Alessandro Trocino



ROMA — «Hollande ha vinto, il Pasok e’ stato travolto. Un fantasma si aggira per l’Europa e quel fantasma e’ l’Europa stessa. L’Europa del welfare e dei diritti sociali. Ovunque la sinistra impugna la bandiera contro il liberismo e contro i tecnocrati, beh, quella sinistra vince». Dire che Nichi Vendola sia contento e’ dir poco. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, guardando in tv le immagini di Parigi in festa, un po’ si commuove e un po’ si indigna: «Se penso a Sarkozy e ai suoi gendarmi, alle macchie che ha inflitto alla Francia che e’ stata la civiltà dei lumi…».

 

Mayday!

Mayday!

martedì 01 maggio 2012 |   Redazione SEL



 

Mayday: grido d’aiuto. La parola che per convenzione si fa risuonare nell’etere per chiedere immediato soccorso. In questo primo maggio 2012, i lavoratori italiani avrebbero tutto il diritto di lanciare la loro accorata richiesta di soccorso urgente. Dopo un lungo e metodico assedio, sono adesso esposti a un’offensiva frontale che mira a espugnare una volta per tutte proprio le conquiste che il primo maggio aveva per lunghi decenni celebrato. Senza più diritti, di nuovo, come 200 anni fa, considerati merce, e nemmeno delle più preziose.

 

Hollande o Monti.Bersani decida

Hollande o Monti, Bersani decida

mercoledì 25 aprile 2012

La discussione italiana sulla vittoria di Hollande, diceNichi Vendola al telefono, dalla macchina con cui in questi giorni sta girandol’Italia per la campagna elettorale ogni volta che puo’ lasciare la Puglia, «e’tutta allusiva e simbolica, non considera i programmi. C’e’ la gara aintestarsela, fino persino all’hollandismo di Tremonti. Non ci si accorge cheil profilo politico-programmatico di Monti e’ quanto di piu’ distante da Hollande. E’ anche un po’ piu’ a destra diSarkozy. E questo perche’ i politici liberisti, a differenza dei tecniciliberisti, un qualche problema di rapporto con il welfare ce l’hanno. Le coseche dice Hollande, per esempio la tassazione dei patrimoni, l’abbassamentodell’eta’ pensionabile, la rinegoziazione del fiscal compact, in Italiasarebbero definite ’una deriva estremistica’».

Sta dicendo che Bersani dovrebbe decidere se stare conHollande o con Monti?

 
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